Perché, tra tutti i fotografi che ci fanno impazzire, Steve McCurry è il migliore

Ritrarre la gente, le persone, i loro visi e i loro occhi è uno degli aspetti più belli e stimolanti della fotografia. Ai paesaggi, asettici e praticamente immutabili, ho sempre preferito gli esseri umani, con i loro sentimenti, le loro emozioni e le mille sfumature dei loro sguardi.

Per questo ho scelto di dare moltissimo risalto al ritratto in tutte le mie attività fotografiche. Durante i servizi fotografici ai matrimoni mi piace concentrarmi, oltre che sugli sposi, anche sui loro invitati, sui sorrisi e le occhiate che si scambiano nei momenti più intensi o in quelli più animati e divertenti.

Nelle uscite per il giornale o nei reportage che faccio nel tempo libero i volti della gente sono sempre presenti con la loro spontanea naturalezza e bellezza.

- Passo un sacco di tempo a guardare facce e facce e le facce sembrano raccontarmi una storia.
Quando su un volto è scavata qualcosa dell’esperienza di vita, so che la foto che sto scattando rappresenta molto di più del semplice momento. So che qui c’è una storia. - Steve McCurry

Per questo, ma non solo, amo Steve McCurry al punto da considerarlo uno dei miei fotografi di riferimento. Scatti composti alla perfezione, regola dei terzi rispettata, geometrie e simmetrie da paura, luce così perfettamente naturale da apparire quasi ricreata artificialmente. Fotografie piene di umanità. Meglio: “impregnate” di umanità.

Ecco perchè ci piaci, Steve!

Se non lo conoscete, in questi giorni trovate due sue mostre a Venezia e Forlì. Fate un giro…ne vale la pena!

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