Sul ruolo del make-up in fotografia

 

Qualche giorno fa è passata a trovarci in studio Chiara, felicissima della sua nuova acconciatura e del suo cambio di look. Una splendida occasione per scattarle qualche foto e un ottimo pretesto per pubblicare un articolo su un argomento spesso trascurato ma di grande importanza nell’ambito della fotografia da ritratto e non solo: il make-up.

Tra i fattori che condizionano in maniera anche molto significativa la buona riuscita di uno scatto, alcuni sono pertinenza del fotografo (gestione della luce, inquadratura, scelta dell’ottica più adatta…), ma altri sono legati in via del tutto esclusiva al soggetto ritratto: il “fattore fotogenia” e il “fattore make-up” hanno un ruolo dominante. Se il primo, la fotogenia, è una sorta di dono naturale (da non confondersi con la “bellezza” o il “fascino”), che alcuni si manifesta in maniera molto più evidente che in altri, il trucco e parrucco possono essere gestiti con la massima libertà da praticamente chiunque.

Non esiste una formula magica, un libretto di istruzioni per il trucco perfetto. Nè io e Francesco siamo particolarmente ferrati sull’argomento, a dirla tutta…

Ma una cosa che l’esperienza ci insegna è che la semplicità e il “less-is-more” tanto caro agli inglesi sono approcci validi in moltissimi campi, anche in quello della cura del proprio aspetto in vista di un servizio fotografico. Funzionano alla grande, sia quando si tratta di ritrarre soggetti all’interno dello studio, sia nella fotografia di reportage matrimoniale. Un make-up troppo evidente rischia di mascherare l’espressione del soggetto, nascondendone lineamenti e punti di forza dietro una maschera.
Quando ci si prepara ad uno shooting ci si dovrebbe preoccupare più dell’aspetto psicologico (sentirsi a proprio agio con se stessi, vivere con relax l’esperienza…) che di quello meramente esteriore. Credetemi, Photoshop è una cura migliore del cerone a rughe, brufoli e a tutti quei piccoli difetti che, magari impercettibili, ognuno di noi vede addosso a se stesso e vorrebbe il più possibile cancellare.

Le foto scattate a Chiara vogliono raccontare due cose. La prima, il ruolo del rossetto capace, con la sua intensità, di cambiare radicalmente il mood di un ritratto.

La seconda, l’importanza del make-up anche nella fotografia in bianco e nero, dove la diversa saturazione dei grigi in corrispondenza delle zone evidenziate dal trucco dona drammaticità e profondità alla foto.

 

Grazie a voi che ci leggete (a proposito, se volete lasciate anche un commento!) e soprattutto a Chiara, testimonial inconsapevole di questa nostra piccola campagna a favore del “bel trucco”!

 

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